Il tipo di grano usato per le trecce di paglia era la calbigia, ma intorno al 1900, questa, essendo un tipo di grano soggetto al “tignola”, dovuta al clima umido e alle frequenti nebbie che la favorivano, venne di preferenza coltivato nei paesi più alti, alle falde degli Appennini limitrofi alla zona trecciaiola. La calbigia dunque, pur essendo indispensabile per la confezione di trecce per la fabbricazione di cappelli, venne sostituita dai proprietari dei terreni con semine più redditizie. In Inghilterra, già da tempo, era iniziata una certa fabbricazione locale molto raffinata e artistica di cappelli, ben accetta dagli Inglesi, che limitò notevolmente l’importazione dei nostri manufatti. Questo, unitamente all’arrivo in Europa, dalla Cina e dal Giappone, di trecce di paglia di grano e di riso a bassissimi costi, contribuì ad aggravare la produzione artigianale italiana.
